Ugo di San Vittore (1096 - 1141)

Così scrisse Ugo di San Vittore. Ugo (1096-1141) fu un canonico dell’Abbazia di San Vittore a Parigi. La sua scelta vocazionale è significativa, in quanto i canonici facevano parte di un movimento che intendeva recuperare l’ascetismo della Chiesa dei primi tempi, combinandolo con il servizio al prossimo. La piccola dimensione e la regola flessibile consentirono loro di realizzare piccole opere poste al servizio della Chiesa: ospedali e scuole che normalmente venivano utilizzati da altri monasteri. Questa era la missione alla quale si dedicò Ugo.

Ugo arrivò a San Vittore nel 1115 ed immediatamente iniziò ad insegnare nella scuola dell’Abbazia. È probabile che divenne maestro di quella scuola, frequentata da studenti che vivevano al di fuori della comunità dell’Abbazia e che probabilmente l’Università di Parigi riconobbe come sua.

Il Didascalicon di Ugo (1127) è una versione ideale del programma di studi medioevale, tuttavia è anche una disquisizione sulla natura della filosofia. Riabilitando una formula tradizionale, Ugo concluse che “La filosofia è la disciplina che ricerca in modo comprensivo l’idea delle cose, dell’umano e del divino”. Con ciò intendeva dire che il bene superiore deve essere perseguito in primo luogo mediante lo studio degli aspetti teoretici di tutte le branche del sapere. L’originalità di Ugo risiede nell’aver incluso le arti “meccaniche” – le discipline necessarie al sostegno della vita corporale – nella filosofia. Le arti meccaniche includono il commercio, del quale Ugo individuò i benefici, sperimentando una vera e propria rivoluzione commerciale che scosse l’Europa e la unì al resto del mondo. “Il commercio penetra i luoghi segreti del mondo, sperimenta metodi sconosciuti, esplora foreste spaventose ed in lingue ignote e con gente barbara coltivando lo scambio tra l’umanità”.

Ugo scrisse molte opere, ma nessuna in ambito politico ed economico. Come insegnante, teologo e mistico, Ugo ha fatto molto per la teorizzazione dei fondamenti teoretici delle università medioevali e per lo sviluppo della tradizione del diritto naturale che ha aperto la strada ad un pensatore come San Tommaso d’Aquino, considerato da Lord Acton il primo Whig.