Noah Webster (1758 - 1843)

Noah Webster, il grande lessicografo americano, nacque da una famiglia puritana che viveva nel New England prima della Rivoluzione. Una volta completati i suoi studi nel 1778 nel College di Yale, egli intraprese la carriera giuridica, interrotta in seguito da un arruolamento immediato obbligatorio che lo costrinse a combattere nella guerra rivoluzionaria. Dopo il 1782, scoprì che la sua vera vocazione consisteva nello studio e nell’insegnamento della lingua inglese. Le sue grammatiche, i suoi libri di lettura, i suoi sillabari cominciarono ad essere pubblicati nel 1784, e molti continuarono ad essere stampati fino al primo decennio del XX sec. Webster visse la propria esperienza di conversione durante il Secondo Grande Risveglio, allorché decise di divenire un Calvinista osservante e un fervente congregazionista.

In base al pensiero di Webster, la conservazione della proprietà privata é uno dei principali fini che un buon governo deve perseguire: “Per far sì che ogni uomo sia libero, è necessario che il potere esecutivo abbia sufficiente autorità, in modo da impedire alle persone di recar danno ad altri individui o ad altre proprietà all’interno della società”. Infatti, Webster sosteneva che la conservazione della proprietà privata è uno dei baluardi più sicuri contro la violazione della libertà e che tutti gli altri diritti sono “considerazioni di minore significato, se paragonati ad una generale distribuzione di un’autentica proprietà privata fra tutte le classi sociali”. Proprio perché la proprietà risulta essere il frutto del lavoro umano, privare un’altra persona della proprietà senza il suo consenso e senza alcun risarcimento equivale a renderla schiava. Perciò Webster giunge a dire: “Fa che tutti abbiano una proprietà privata e solo allora tutti avranno potere, un potere che verrà esercitato solo ed esclusivamente nella prevenzione dalla riduzione di qualsiasi altro privilegio”.

Per questa ragione, fece molta pressione per far passare le leggi sui diritti d’autore sia in ambito statale che in ambito federale per proteggere “gli autori delle invenzioni utili”. Stando al pensiero di Webster, “Ciò che viene prodotto dal genio e dall’immaginazione sono potenzialmente proprietà più reali ed esclusive di quanto non lo siano le case e i possedimenti terrieri, ed hanno in pari misura tutto il diritto di essere salvaguardati a livello legale”.

Inoltre, Webster pensava che dei cittadini virtuosi e ben educati potessero preservare la libertà. “L’informazione è fatale per il dispotismo”, scrisse una volta, e parte del lavoro della sua vita fu dedicato proprio alla scrittura e alla pubblicazione di libri di testo da utilizzare nelle scuole e anche in ambito familiare per fornire i rudimenti d’ortografia e di grammatica, così come per provvedere ad una formazione morale e ad un’educazione civica. Queste ultime erano d’importanza vitale per Webster: “Le virtù degli uomini hanno un impatto maggiore sulla società che non le loro capacità; e per questa ragione, il cuore dovrebbe essere coltivato con maggiore assiduità di quanto si faccia normalmente per la testa”.

Fonti: The Founder’s Constitution: Major Themes, ed. da Kurland and Lerner. University of Chicago Press, 1987. Rosalie, J. Slater, Noah Webster: Founding Father of American Scholarship and Education, Foundation for American Christian Education, 1967.