John Milton (1608 - 1674)

John Milton viene generalmente ritenuto, insieme a William Shakespeare, il più grande poeta inglese, e la sua grandiosa opera The Paradise Lost viene considerata uno dei più raffinati poemi epici in lingua inglese. Formatosi alla Saint Paul’s School a Londra e in seguito al Christ’s College di Cambridge, Milton aveva un’ottima conoscenza della lingua latina, greca, francese ed italiana. Non molto soddisfatto del sistema educativo universitario di allora basato su un apprendimento puramente mnemonico e meccanico delle nozioni, decise di darsi un’educazione liberale per conto proprio.

Grazie ad ampie letture, egli cercò di divorarsi tutta la mole di produzione storica, letteraria e filosofica al fine di sviluppare un certo “discernimento in fatto di arti liberali e belle arti e in quelle cose” che a suo giudizio erano essenziali per coloro che, come lui, aspiravano a diventare dei leader e degli insegnanti.

Malgrado molte delle sue convinzioni religiose sfidassero le prese di posizione ufficiali del Puritanesimo, Milton era comunque un puritano, e, come tale, appoggiò Oliver Cromwell e la causa parlamentare contro Carlo I nella Guerra Civile inglese del 1642-1651. E tale fu il sostegno che egli diede al nuovo Commonwealth da guadagnargli nel 1649 l’elezione a Segretario per le Lingue Straniere nel Consiglio di Stato del Commonwealth.

Milton sosteneva che la vera natura dell’autorità monarchica risiedesse nella sovranità popolare che concede questo potere. E per la stessa ragione, che il popolo ha il diritto di deporre un monarca che abusi del proprio potere. Ma cosa ancora più importante, che il popolo deriva da Dio questa sovranità. Insistendo con grande passione sulla libertà di pensiero e sul potere di scelta dell’uomo con tutte le responsabilità che questo comporta, Milton era convinto che la libertà potesse essere meglio salvaguardata dal forte carattere morale dei cittadini di una nazione. Mentre faceva ancora parte del Consiglio di Stato di Cromwell, Milton fece grande pressione perché “si facesse di più per l’educazione e la formazione morale dei giovani”, ritenendolo un provvedimento necessario al mantenimento della libertà cristiana, da cui dipendono tutte le altre libertà. Dedicò la sua vita, spesso attirando anche su di sé lo scherno dei suoi contemporanei, all’idea di una comunità libera in cui tutti i cittadini potessero portare avanti la conoscenza ed esercitare la libertà concessa loro da Dio.

Nella sua Seconda Difesa del popolo inglese, Milton espresse molto chiaramente la sua nozione di vera libertà: “A meno che la vostra libertà sia di quel tipo che non può né essere data e nemmeno essere tolta con l’uso delle armi; e quella sola è tale, che, derivando dalla pietà, dalla giustizia, dalla temperanza, in poche parole, dalla vera virtù, deve di necessità mettere delle profonde e salde radici nelle vostre menti; potete starne certi, che non ci sarà nessuno, che, persino con l’ausilio delle armi, vi priverà rapidamente di ciò che voi avrete conquistato con gran vanto”.

Fonti: George F. Sensabaugh,That Grand Whig, Milton, Stanford University Press, 1952, e History of Political Philosophy, (a cura di Leo Strauss e Joseph Cropsey), 3º ediz., University of Chicago Press, 1987.