Francisco Marroquín (1499 - 1563)

Francisco Marroquín nacque in un paesino in provincia di Santander, nel nord della Spagna, da una famiglia di nobili proprietari terrieri. Una volta completati gli studi ecclesiastici e presi i voti sacerdotali, Marroquín cominciò a studiare teologia e filosofia presso l’Università di Heusca. Quando si trovava ancora all’Università, fece parte di un movimento di rinnovamento il quale affermava l’uguaglianza di tutte le persone al cospetto di Dio e davanti alla legge e non la società come tale a meno che non fosse basata sul libero esercizio della volontà dell’uomo. Questo movimento di rinnovamento poteva essere paragonato a movimenti umanitari quali quelli di Salamanca, Valladolid e Alcalà de Henares.

Invece di limitarsi a formulare delle teorie su questi ideali, Marroquín s’imbarcò per il Nuovo Mondo nel 1527 al fine di metterle in pratica.

Marroquín dapprima sbarcò in Messico, dove divenne giudice ecclesiastico dell’Audiencia agli ordini di Juan de Zumárraga, il quale in seguito fonderà un’Università e diventerà vescovo del Messico. Durante la sua permanenza in Messico, Marroquín conobbe Pedro de Alvarado, un soldato crudele, ambizioso e arrogante che arrivò persino a persuaderlo di abbandonare il suo incarico di rilievo per vestire i panni di un semplice prete di una città come Santiago, nel Guatemala (l’attuale Ciudad Vieja). Marroquín scoprì in fretta come il Guatemala fosse in realtà organizzato come un campo militare dove era ancora possibile sentire l’odore del sangue misto a quello della polvere da sparo. Alvarado vi governava come un comandante dispotico, facendo uso anche dell’oppressione e della tirannia pur di mantenere l’unità politica. A dominare la vita di questo territorio erano l’assoggettamento e la schiavitù cui erano sottoposti i nativi d’America. Avendo passato la maggior parte della sua vita immerso in astratti dibattiti intellettuali, qui Marroquín ebbe quasi sicuramente un’esperienza scioccante nell’assistere ad una simile realtà.

Invece di farsi prendere dalla disperazione, si concentrò maggiormente su ciò che poteva fare, piuttosto che su ciò che si sarebbe dovuto fare in generale. Per Marroquín, i normali sermoni sulla moralità non erano sufficienti. Egli agiva allo stesso tempo in modo da conquistare i più ampi margini possibili di libertà e giustizia per i Nativi d’America. Alla fine il dominio di Alvarado andò svanendo. Marroquín venne consacrato vescovo di Santiago e, con l’aiuto di Alonso de Maldonado, il nuovo governatore del Guatemala, riuscì a fare uso della sua indagine sulle condizioni dei Nativi d’America, per far affrancare definitivamente i nativi d’America dall’oppressione, dalla schiavitù, e dai continui saccheggi. Come gesto di riconoscenza, alla fine la popolazione elesse Marroquín come nuovo governatore. Per nulla sfiorato dall’avidità di quei coloni che videro nel Guatemala solo un luogo da saccheggiare e in cui cercare fortuna, Marroquìn vide e stabilì in questa terra una nuova società libera.

Fonti: Francisco Pérez de Antón, In lode a Francisco Marroquín. Universidad Francisco Marroquin,Guatemala, 1999L’immagine di Francisco Marroquín è stata riprodotta grazie al permesso di Ramón Avila, di FranciscoPérez de Antón e dell’Universidad Francisco Marroquín.