Tutta colpa di Colombo? Da eroe a facile capro espiatorio

Alessandro del Ponte

Da qualche anno ormai, ogni ottobre, in America si ripete la consueta crociata contro Cristoforo Colombo. Ironia vuole che proprio i moderni abitanti del continente scoperto da Colombo nel 1492 stiano tramutando l’illustre esploratore in un capro espiatorio degno di San Sebastiano.

In sempre più città e università il 12 ottobre, ricorrenza della scoperta dell’America, la giornata dei nativi americani sta soppiantando il “Columbus Day”. Molte statue di Colombo che troneggiavano nelle piazze vengono tirate giù come le statue di Saddam nei giorni dell’invasione americana dell’Iraq. Il motivo? Colombo è accusato di essere un assassino, uno schiavista, un sanguinario, un razzista, un sessista, un colonizzatore. Continuate pure con gli aggettivi, la furia anti-Colombo non conosce tregua: cancellare la memoria dell’efferato genovese è la priorità.

Peccato che Colombo sia l’eroe degli italo-americani perché è un personaggio che ben rappresenta tante storie di italiani recatisi negli Stati Uniti per cercare miglior fortuna. Colombo era convinto che esistesse una via più breve per raggiungere le Indie, con le loro ricchezze da portare in Europa. I genovesi lo presero per pazzo. Nessuno voleva finanziare il folle progetto. Incassato anche il no dei portoghesi, Colombo si trovò quindi costretto a cercare sponsorizzazione presso la Corona spagnola, e fu così che partì per le Indie. Sembra proprio la storia di tanti italiani rifiutati dall’Italia e arrivati in America. Spinti talora da fame e povertà o magari semplicemente attratti da prospettive di carriera migliori, ma accomunati da coraggio, determinazione e fede incrollabile. Il sogno americano. Lo stesso sogno di Colombo.

Non doveva tornare a mani vuote, Colombo, pena pesanti conseguenze. Quando sbarcò nell’attuale Repubblica Domenicana, Colombo probabilmente non usò modi teneri per acquisire le risorse necessarie per assecondare le richieste della Corona spagnola. Ma la sua scoperta cambiò la storia. Storia che gli americani ebbero e hanno tutto il tempo di scrivere per riparare gli eventuali errori dell’italiano. E invece...

Gli americani, non Colombo, si resero responsabili del genocidio dei nativi. Sempre in America, fino agli anni Trenta inoltrati, gli italiani erano spesso considerati inferiori, motivo per cui Alfred Emanuele Ferraro, il padre del futuro governatore di New York Al Smith per farsi eleggere governatore di New York. Per non parlare della tratta degli schiavi e della segregazione razziale. Fino agli anni Sessanta inoltrati, i matrimoni misti erano illegali. Con mia moglie asiatica, io sarei un pericoloso fuorilegge.

Tutta colpa di Colombo? In effetti, se Colombo non avesse scoperto l’America, tutto questo non sarebbe accaduto se non, forse, molto più tardi. Ma sarebbe un po’ come prendersela con il buon Dio per aver creato il mondo, nella speranza che ci saremmo risparmiati così tanto male e tanta sofferenza! Assurdo.

Certo gli americani non dimenticano le loro colpe e le ingiustizie drammatiche che ancora piagano il Paese. Ma la soluzione che certa sinistra liberal ha scelto per fare i conti con un passato scomodo e le vergogne del presente è prendere di mira un tale Colombo, un morto che non può controbattere. Un capro espiatorio a basso costo, che ha come vittime collaterali gli italo-americani di oggi, invitati a vergognarsi di un personaggio di cui vanno giustamente orgogliosi.

America, puoi fare meglio. Un giorno potresti non essere più la terra del sogno americano e svegliarti rivolta dentro te stessa, mentre chi cerca l’America ha posato lo sguardo altrove.

 

Nota sull'autore: Alessandro del Ponte, nato a Genova, è un ricercatore in scienze economiche presso la National University of Singapore

Credito per l'immagine: Wikicommons