Valori occidentali: la soluzione per sconfiggere la propaganda russa

Mihail Neamţu

Statua della Madre Russia, Volgograd (Stalingrado) - Russia

Ci sono tre solide basi di appoggio per gli Stati Uniti nell’Europa orientale: gli Stati baltici, la Polonia e la Romania. Questi creano un cordone sanitario nord-sud contro lo sconfinamento della Russia. Allo stesso tempo, essi sono immuni all’atteggiamento istintivamente antiamericano di alcune elite dell’Europa occidentale.

Negli ultimi venti anni, insieme a molti importanti politici, uomini d’affari e giornalisti filoamericani in Europa orientale, sono stato in prima linea nel dibattito pubblico per lottare costantemente a livello ideologico, politico e filosofico affinché il mio paese abbracciasse più pienamente i valori occidentali. Ciò è particolarmente importante per assicurare che le nazioni dell’Europa dell’Est, come la Romania, rispettino pienamente le norme democratiche e lo stato di diritto. Ci sono paesi a cui ci ispiriamo, soprattutto gli Stati Uniti.

Tuttavia, stiamo lentamente perdendo questa battaglia a causa dell’influenza crescente dei manipolatori del potere. Alcuni sono nel governo, mentre altri sono al di fuori ma fortemente in accordo con loro. Questi individui spesso nascondono la natura delle loro attività dietro una facciata di atteggiamenti pro-occidentali e sostengono solo a parole i valori democratici.

Il clientelismo dilagante sta lentamente corrodendo le fragili basi non solo della democrazia della Romania ed altri paesi democratici dopo la caduta del comunismo (Ucraina, Moldavia e anche in un certo senso la Polonia, per citarne alcune). Questa corruzione si sta diffondendo nonostante i rapporti positivi con partner internazionali come gli Stati Uniti o l’Unione Europea e nonostante la forte attrazione naturale che i cittadini di questi paesi hanno verso l’Occidente e soprattutto verso i valori americani.

Fortunatamente, il presidente americano Donald Trump ha riconosciuto che la Romania e la Polonia sono due nazioni di fondamentale importanza che amano i valori giudeo-cristiani e la civiltà occidentale. Nel suo discorso di Varsavia ha sottolineato proprio questi temi riguardanti la civiltà riferendosi a entrambe le nazioni. Alla fine di luglio, il vicepresidente Mike Pence ha anche fatto un’importante visita in Estonia, Montenegro e Georgia. I popoli dell’Europa orientale amano la libertà individuale. Sono sopravvissuti provando sulla propria pelle i traumi del totalitarismo comunista, mentre i loro antenati avevano sperimentato sia la dominazione ottomana che l’autocrazia russa. Questi segnali incoraggianti ci lasciano sperare che la corruzione dilagante della classe politica in questi paesi potrebbe finire prima o poi.

Oggi, diversamente dai primi anni di partnership dell’Europa dell’Est con la NATO e gli Stati Uniti, la sfida non è quella di creare istituzioni democratiche, ma di prevenire lo sradicamento della democrazia in questi paesi post-comunisti. Si tratta di una guerra ideologica che si svolge nei paesi orientali della NATO tra punti di vista opposti della democrazia: il futuro potrebbe essere liberale o illiberale. C’è il pericolo che un giorno questi paesi dell’Europa dell’Est cominceranno ad assomigliare ad alcuni regimi mediorientali che, pur essendo in accordo politicamente e militarmente con gli Stati Uniti, sono inclini all’autoritarismo politico e all’autarchia economica. Tale sfida nell’Europa orientale è guidata dalla propagazione intenzionale di nuove dottrine che falsano le tradizioni intellettuali, religiose e culturali profonde di questi paesi.

Il modus operandi preferito della Russia consiste nel tentativo di influenzare queste guerre ideologiche che stanno interessando tutta l’Europa dell’Est, nell’utilizzo della corruzione a livello istituzionale e spesso in una leggera propaganda, basata talvolta su argomenti religiosi. Ma quest’ultimo approccio non ci deve indurre in errore: sia il cristianesimo cattolico che quello ortodosso sottolineano la dignità dell’individuo, la sacralità della vita umana, la critica teologica della tirannia, l’importanza dell’imprenditoria e dell’iniziativa privata, e la creazione di una società civile attiva basata su un coinvolgimento della gente a livello locale. Ma la religione si sta mettendo a servizio della propaganda.

In Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Georgia, Slovacchia e negli Stati baltici, diversi politici, uomini d’affari, professori universitari e giornalisti pro-americani sono ansiosi di diffondere gli aspetti positivi del “sogno americano” e del contributo degli Stati Uniti al progresso dell’umanità. Naturalmente, ci sono altri (tra cui alcuni tradizionalisti cristiani convinti) che accettano ingenuamente la propaganda russa che ritrae la civiltà occidentale inspirata dall’America come un mondo degradato, in declino e decadente.

È necessario mantenere l’Europa dell’Est in una situazione politicamente stabile e culturalmente sana per assicurare una forte e duratura alleanza transatlantica. Gli Stati Uniti potrebbero trarre enormi vantaggi se riusciranno a rafforzare i programmi dell’era della guerra fredda, come Radio Free Europe, nel quadro di uno sforzo più mirato e determinato di comunicare i valori della civiltà occidentale in questa parte del mondo. Ciò include il sostegno della vita, della libertà, della proprietà privata, dell’importanza della famiglia tradizionale (inclusa la gioia di avere figli), e della libertà religiosa.

Le guerre non vengono mai vinte con armi ideologiche. I popoli in Ucraina e Moldavia non vogliono solo la protezione militare, ma anche un barlume di speranza che la loro vita prospererà, nonostante l’esplosione di corruzione ad alti livelli, sradicamento della democrazia e propaganda mediatica che stanno ancora avvelenando la sfera pubblica.

Oltre ad abbandonare la comunicazione strategica, la recente politica americana ha favorito nuovamente la libertà nell’Europa orientale. Per quasi un decennio, l’amministrazione Obama ha sostenuto e talvolta finanziato la retorica neo-marxista di molte ONG sponsorizzate da George Soros in quella parte d’Europa. I leader americani, che rispettano i valori cristiani dell’Europa orientale potrebbero creare un effetto rivoluzionario sull’intera zona. Questo potrebbe migliorare le procedure e cambiare in maniera più marcata la natura delle riforme, in materia di liberalizzazione nel settore dell’istruzione, dell’assistenza sanitaria e dell’economia.

Se leggiamo i sondaggi sui sentimenti filoamericani in Europa, scopriamo che milioni europei orientali avrebbero accolto favorevolmente un “potere pacifico” per sostenere i valori occidentali nella loro zona per la prima volta dalla caduta del comunismo.

L’Europa dell’Est si trova ad un crocevia. Anche se esteriormente la sua alleanza militare e politica con l’Occidente appare solida, particolarmente con gli Stati Uniti, interiormente i suoi successi democratici post guerra fredda si stanno diradando. A lungo termine, questo sarà anche fatale perfino per la relazione politica più solida. La Russia lo capisce perfettamente, per questo sta concentrando i suoi sforzi di propaganda sovversiva proprio su questo punto debole. Il sostegno strategico americano su questo fronte non militare – per la promozione dei valori occidentali – è diventata una necessità fondamentale.

NOTA: L’articolo originale Western values: The key to defeating Russian propaganda è stato pubblicato sul nostro sito il 25 agosto 2017. La traduzione italiana è dell’Istituto Acton.