Per un cardinale cattolico: la Dottrina Sociale della Chiesa può attingere da Karl Marx

Marcin Rzegocki

Il cardinale Reinhard Marx ha rilasciato un’intervista al giornale tedesco domenicale Frankuter Allgemeine Sonntagszeitung in occasione del 200º anniversario della nascita del filosofo con cui condivide il cognome: Karl Marx, il padre teorico del socialismo scientifico e ispirazione dei regimi comunisti di tutto il mondo. In questa intervista il cardinale, che è all’avanguardia nel pensiero progressista all’interno della Chiesa cattolica, rende omaggio al creatore del marxismo.

“Ci appoggiamo tutti a Karl Marx”, e ancora, “Senza Karl Marx, non ci sarebbe la Dottrina Sociale della Chiesa”. Secondo il cardinale, Karl Marx mostrò che i diritti umani sono incompleti senza il benessere materiale del popolo, ed egli ha lodato Karl Marx per aver prestato attenzione alle reali condizioni del popolo.

Questa intervista, insieme a un’altra pubblicata nel Renis post é stata riportata senza commenti critici dal quotidiano Vaticano L’Osservatore Romano, che ha riassunto il suo pensiero in questo modo: “La dottrina sociale cattolica ha un significativo debito di riconoscenza nei confronti del padre della dottrina marxista”.

“Non dovremmo lasciarci rubare [dal] capitalismo” ha detto il cardinale accusando quest’ultimo di ispirare avidità e nazionalismo. “Nelle guerre, come la prima guerra mondiale, gli interessi economici imperialisti giocarono un ruolo indubbiamente importante”, ha scritto. “Tutto ruotava intorno all’espansione dei mercati e ai profitti attesi”. Inoltre Marx l’ecclesiastico incolpa il capitalismo per “le enormi diseguaglianze sociali ed il danno ambientale”.

Il cardinale attribuisce al capitalismo la responsabilità di tutti questi problemi, ma dimostra un’indulgenza immensa e non dovuta verso Marx, negando la sua responsabilità per le conseguenze del marxismo sul mondo reale. “Karl Marx non può essere incolpato per ogni azione commessa a seguito delle sue teorie nei gulag di Stalin”, ha detto l’esponente del Vaticano.

Ancora di più, il cardinale Marx ha notato con orgoglio che a Giovanni Paolo II lo chiamava “il nostro marxista”. (anche Papa Francesco, recentemente, lo ha definito “quel cardinale marxista”). Per il cardinale, questo sembra essere un complimento, piuttosto che un insulto.

A prima vista, è scioccante che un cardinale della Chiesa elogi Karl Marx e le sue idee, che quando sono state messe in pratica hanno portato all’uccisione di circa 100 milioni di persone.

La storia mostra chiaramente che ogni volta che il marxismo si è unito alla forza ha condotto la popolazione verso guerre, disumanizzazione, pulizia etnica, estrema povertà e carestia. I Gulag sovietici, le atrocità dell’Holodomor in Ucraina, e l’estrema povertà nel Venezuela di oggi sono alcuni dei mali spaventosi portati dal comunismo. D’altra parte, è praticamente provato che il libero mercato capitalista ha ridotto la povertà di milioni di persone.

Le ferite inflitte dal comunismo non sono solo teoriche per chi viene dalla Germania orientale o dalla mia patria, la Polonia.

Karl Marx previde un’invasione russa della Polonia e, come la maggior parte delle sue previsioni, tale analisi si confermò retrograda. Prima della sua morte, Marx mise in guardia contro la fame insaziabile della Russia zarista di ottenere nuovi territori e credeva che la Polonia, la quale a quel tempo non aveva l’indipendenza politica, avrebbe dovuto essere restaurata e servire come un cuscinetto per proteggere l’Occidente dall’imperialismo russo. Marx ipotizzò, “c’è solo un’alternativa per l’Europa: o la barbarie asiatica sotto il controllo di Mosca la travolge come una valanga, o l’Europa deve ricostruire la Polonia, mettendo 20 milioni di eroi tra sé stessa e l’Asia”. Questa profezia si rivelò falsa. Nel 1920, la nuovamente riformata Repubblica di Polonia vinse miracolosamente la guerra russo-polacca e fermò l’espansione sovietica verso ovest. Il filosofo non previde che fu la sua stessa ideologia che avrebbe spinto la Russia sovietica ad invadere l’ovest.

Purtroppo, la vittoria di Varsavia non poteva salvare la Polonia, o l’Europa, per sempre. Meno di 20 anni più tardi, la Russia sovietica e la Germania nazionale socialista cominciarono la più sanguinosa guerra nella storia dell’umanità sul territorio polacco. L’unione sovietica marxista attuò verso i polacchi che vivevano sul suo territorio deportazioni in Asia centrale, esecuzioni di massa, espropriazioni, e persecuzioni. Il numero totale di vittime polacche della repressione sovietica (1939-1951) è stimato a 1,8 milioni, 150.000 tra questi morirono. Questo numero non include i quelli di etnia polacca che erano cittadini dell’Unione Sovietica prima della Seconda guerra mondiale (altri 110.000 esecuzioni).

Dopo la guerra, il regime socialista impose con la forza un’occupazione comunista di 45 anni in Polonia, che portò ad una massiccia emigrazione di cervelli, perdite irreparabili ed il collasso economico. Il marxismo inoltre portò pesanti persecuzioni religiose rappresentate dalla prigionia del Primate polacco Stefan Wyszyński e dall’esecuzione o la persecuzione dei cattolici romani, dei vescovi bizantini cattolici e dei preti, includendo il beato Jerzy Popiełuszko.

In questo contesto, le parole del cardinale Marx possono solo scandalizzare chi le legge, cattolici e non.

La Chiesa cattolica nel suo insegnamento ufficiale ha condannato ripetutamente il socialismo e il comunismo. Già nel 1891, appena otto anni dopo la morte di Marx, Papa Leone XIII, nella sua enciclica Rerum novarum, scriveva che il socialismo conduce all’invidia, all’ingiustificato contrasto sociale ed agisce contro la giustizia naturale: “Non la giustizia, né il bene comune permette a qualunque individuo di appropriarsi di ciò che appartiene ad altri, oppure, sotto il futile pretesto di uguaglianza, di allungare mani violente sulle proprietà altrui”. Nella sua enciclica Quod apostolici muneris, Papa Leone XIII definiva il comunismo come “la micidiale pestilenza che serpeggia per le intime viscere della società e la riduce all’estremo pericolo di rovina”. Papa Pio XI, nella sua enciclica Divini redemptoris, notava che “il comunismo spoglia l’uomo della sua libertà, principio spirituale della sua condotta morale; toglie ogni dignità alla persona umana e ogni ritegno morale contro l’assalto degli stimoli ciechi”. 

Anche Giovanni Paolo II, 100 anni dopo la Rerum novarum, nella sua famosa enciclica Centesimus Annus approfondì la critica del socialismo di Papa Leone XII notando un altro problema cruciale legato a questa ideologia: “L’errore fondamentale del socialismo è di carattere antropologico. Esso, infatti, considera il singolo uomo come un semplice elemento ed una molecola dell’organismo sociale, di modo che il bene dell’individuo viene del tutto subordinato al funzionamento del meccanismo economico-sociale”.

Sorprendentemente per molti, Papa Francesco si è unito al coro dei critici di Karl Marx. Nella sua prefazione ad una collezione di scritti del Papa Emerito Benedetto XVI su fede e politica, l’attuale pontefice concorda che “il profondo contrasto” (tra marxismo e cristianesimo) è nella “differenza abissale che sussiste riguardo al come la redenzione debba avvenire”. Papa Francesco ripete la domanda di Papa Benedetto XVI, “La redenzione avviene per mezzo della liberazione da ogni dipendenza, oppure l’unica via che porta alla liberazione è la completa dipendenza dall’amore, dipendenza che sarebbe poi anche la vera libertà?”. Papa Francesco risponde, “Quando si nega questa dipendenza tra creatura e creatore, questa relazione d’amore, si rinuncia in fondo alla vera grandezza dell’uomo, al baluardo della sua libertà e dignità”. 

Il Cardinale Marx, che rappresenta pubblicamente la Chiesa Cattolica in Germania, come pure i suoi amici vescovi tedeschi non sono a servizio della Chiesa per ottenere il favore dei politici tedeschi, per assicurare un flusso costante di contanti derivanti dalle tasse nelle casse delle loro chiese. Piuttosto, essi sono stati ordinati per proclamare il Vangelo del Signore Gesù Cristo, espresso tramite la Bibbia ed il Magistero della Chiesa.

Nota: l’articolo originale, Catholic cardinal: Karl Marx is a source of Catholic social teaching è stato pubblicato sul nostro sito il 16 maggio 2018. La traduzione italiana è dell’Istituto Acton.