Lettera da Roma: L’Europa ha una fede secolare, un’anima morta

Kishore Jayabalan

Cari amici dell’Istituto Acton,

I fatti delle ultime settimane ci hanno dimostrato che il progetto europeo sta crollando e i suoi leader non sanno perché. Tre notizie apparentemente non collegate provenienti dall’Irlanda, dall’Italia e dal Vaticano rivelano la fede mal riposta degli europei nel progresso secolare e nel continuo rifiuto del cristianesimo tradizionale. Invece di una sorta di liberazione prometeica e di una fioritura dello spirito europeo, i risultati sono confusione, stagnazione e noia.

Cominciamo con l’Irlanda e quindi con la sconfitta schiacciante della cultura della vita. Con un margine di due voti contro uno, gli irlandesi hanno scelto di abrogare l’ottavo emendamento della Costituzione, eliminando le protezioni legali per i bambini non nati, che era stato approvato da due terzi della popolazione nel 1983. Nessun partito politico o figura pubblica in vista si è mobilitato per evitare l’abrogare dell’emendamento. Il risultato e soprattutto il margine sono a dir poco sconvolgenti in quella che una volta era una delle nazioni più cattoliche del mondo. (Phil Lawler rivela la triste ironia delle votazioni che si sono tenute proprio la vigilia della solennità della Santissima Trinità a cui a Costituzione irlandese fa un esplicito riferimento).

Non c’erano segni evidenti di preoccupazione per l’Irlanda qui a Roma. In netto contrasto con il caso di Alfie Evans che risale a poche settimane fa, il silenzio di Papa Francesco è degno di nota. Nessuno nel governo italiano si è affrettato a offrirsi per accogliere i bambini irlandesi indesiderati. Avendo perso la loro credibilità morale per gli abusi sessuali del clero e altri scandali, i vescovi irlandesi si sono espressi senza energia, preferendo comunicare la loro personale opposizione all’abrogazione senza fare altro. I difensori della vita hanno insistito sulla violazione dei diritti umani piuttosto che sul Quinto Comandamento, facendo percepire alla gente che Dio conta molto meno che in passato sull'Isola di Smeraldo.

Chi era d’accordo con l’abrogazione, incluso il primo ministro ex-sostenitore della vita, afferma di aver scelto il “progresso,” presumibilmente per il loro passato cattolico dominato dai preti. Progresso verso cosa? L’Irlanda può ora rivendicare di essere un membro a pieno titolo delle nazioni “civili” dell’Europa. Polonia, Malta e Irlanda del Nord sono gli unici paesi europei rimasti che vietano l’aborto. Quest’ultimo sicuramente uscirà presto dalla lista, e i primi due subiranno crescenti pressioni affinché scelgano o l’Europa moderna o la fede cattolica.

In Italia il caos politico continua, il Presidente della Repubblica ha esercitato il suo diritto costituzionale rifiutando il governo di coalizione di due partiti populisti. Il punto critico è stato la nomina dell’euroscettico Paolo Savona come ministro delle finanze. A quanto pare Bruxelles e Berlino hanno espresso il loro disappunto al presidente italiano e questo è quanto.

Nel 2009, l’Istituto Acton ha co-sponsorizzato la presentazione di una raccolta di saggi di Peter Bauer in cui Savona era uno dei relatori. Bauer è stato uno dei maggiori oppositori delle tendenze di sviluppo economico durante la seconda metà del XX secolo, preferendo la mobilitazione della gente comune e delle aziende locali piuttosto che l’azione delle istituzioni internazionali e gli aiuti esteri nella lotta contro la povertà. Quasi tutti gli economisti onesti ora riconoscono che Bauer aveva ragione e che i suoi critici avevano torto sulla maniera di ottenere lo sviluppo economico, ma l’alto sacerdozio degli economisti continua a regnare e Bauer rimane relativamente sconosciuto. L’Italia e l’Europa hanno sicuramente bisogno di più economisti come Savona e Bauer.

È risaputo che la politica italiana è oscura e imprevedibile, quindi nessuno sa davvero cosa aspettarsi se ci saranno nuove elezioni, e questo potrebbe accadere già a luglio. L’ascesa dei partiti populisti in Italia mostra disgusto nei confronti della classe dominante, sia che si tratti di Roma che di Bruxelles, e il rifiuto della coalizione populista da parte delle élite statali renderà i populisti più forti. Che gli italiani vogliano o meno uscire dalla zona euro, che sarebbe certamente un processo pieno di ostacoli e complesso, ci sono altre idee audaci per far crescere l’economia italiana, come l’introduzione di una flat tax per privati e aziende. Perché non provare qualcosa di nuovo e diverso in economia? Come altre idee destinate a favorire la crescita, questa tassa sarà senza dubbio paragonata a quella dell’attuale sistema bizantino.

Sembra che abbiamo raggiunto un punto in cui l’ortodossia in economia è più importante di quella religiosa – anche, a quanto pare, in Vaticano considerata la recente uscita di “Oeconomicae et pecuniariae quaestiones. Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario” della Congregazione per la Dottrina della Fede e del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale”. Come ex funzionario del vaticano e cattolico professionale, devo prestare attenzione alle encicliche del papa come Laudato si’ e alla nota del 2011 del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace sul sistema finanziario internazionale. Ancora non so perché la sezione del Vaticano dedita alla dottrina debba necessariamente essere coinvolta in questioni economiche, ma sembra che la salvezza eterna dipenda dalla proprietà dei credit default swap.

Il mio collega dell’Acton Sam Gregg ha alcune cose positive da dire sul nuovo documento (per il quale non esiste, sfortunatamente, nessun titolo abbreviato. Perché non ci sono editori competenti in Vaticano?) in particolare sui principi generali che dovrebbero guidare il pensiero morale in materia finanziaria. È una questione diversa quando si tratta di proposte politiche e della consapevolezza del pensiero della Chiesa su questi temi. Allo stesso modo, un amico di lunga data dell’Acton Philip Booth elogia “il miglior documento del Vaticano sull’economia che non si vedeva da tanto tempo”, però si chiede se in Vaticani si comprende appieno l’uso e l’abuso dei regolamenti statali.

Per quanto mi riguarda, ho deciso di chiedere ad alcuni cattolici che lavorano in ambito finanziario cosa pensassero del documento. Uno mi ha detto che era esagerato e che sarebbe stato presto dimenticato, chiedendosi perché il Vaticano non consulta persone al di fuori della ristretta cerchia di accademici italiani quando affronta tale questione. Altri hanno affermato che gli autori non sembrano rendersi conto di quanto i regolamenti statali siano la causa della creazione o della propagazione delle crisi finanziarie. È come se i regolatori fossero immuni ai peccati, alle debolezze e agli errori delle loro controparti. Parafrasando Karl Marx: “Chi regola i regolatori?”.

Nel complesso, questi recenti eventi politici in Irlanda e in Italia e l’incursione della dottrina della Chiesa in ambito finanziario rivelano maggiori problemi di leadership delle nostre élite. Vediamo una debolezza istituzionale nello Stato e nella Chiesa, una mancanza di rispetto per l’autorità nella società. E forse la cosa più preoccupante è un'assenza di vera fede, non in qualche vago ideale umanitario di “progresso” ma nel Dio Trino che paesi come l’Irlanda e l’Italia erano conosciuti in passato. Avendo abbandonato la fede, gli europei rimangono vulnerabili alla seduzione degli dei autonomia, piacere, divertimento, diversità, ecc.

Mentre le nazioni europee scartano il cristianesimo, il Vaticano e la gerarchia ecclesiastica, possono pensare di rendersi più opportuni parlando di questioni sociali ed economiche di tendenza, invece dovrebbero ricordare alle persone come solo loro sanno fare nel migliore dei modi: la salvezza delle anime e la vita eterna. Pastori, nutrite le vostre pecore affamate e il resto verrà da se.

Kishore Jayabalan
Direttore