Economia cattiva — e cose peggiori — sono benaccette alle Accademie di Papa Francesco

Kishore Jayabalan

Papa Francesco ha ammesso di avere “una grande allergia all’economia”, ma questo non impedisce a lui o ai suoi funzionari di continuare a parlarne, quasi sempre in modo critico. La cattiva economia dovuta all’ignoranza può essere sempre perdonata. Ma quest’allergia contagiosa e ormai diffusa nel Vaticano, e sembra trasformarsi in qualcosa di peggiore.
Dopo la notizia che Paul Ehrlich, autore di The Population Bomb, (1968) da lungo tempo sostenitore delle politiche di controllo della popolazione, è stato invitato come oratore di una conferenza tenuta in Vaticano sull’estinzione biologica, ci rendiamo conto che le Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali entrambe stanno dando lo slancio, non solo ad un’economia sbagliata, ma anche a politiche sociali palesemente anti-cattoliche e immorali. Per capirlo, basta leggere il prologo di The Population Bomb di Ehrlich:

“La battaglia per sfamare tutta l’umanità è finita. Negli anni ‘70 e ‘80 centinaia di milioni di persone moriranno di fame a dispetto di qualsiasi programma di emergenza attivato oggi. In quest’epoca, già tardiva, nulla potrà impedire un aumento sostanziale del tasso di mortalità nel mondo. Avverà anche se molte vite potrebbero essere salvate attraverso programmi drammatici che tentano di ‘allungare’ la capacità di carico della terra tramite un aumento della produzione alimentare e una distribuzione più equa di tutti i cibi disponibili. Ma questi programmi saranno solo una sospensione delle morti se non accompagnati da un deciso impegno e portato a termine con successo per limitare la crescita della popolazione”.

Come tutti sanno, le previsioni di Ehrlich erano sbagliate. Nonostante, rappresentano ancora una spinta verso le politiche di controllo della popolazione. E queste sono indirizzate soprattutto ai Paesi in via di sviluppo più popolosi come Cina e India. Cito ancora The Population Bomb:

“Ho compreso emotivamente l’esplosione demografica in una soffocante e calda notte a Delhi.... Le strade sembravano vive con tutta quella gente. Persone che mangiavano, si lavavano, dormivano, andavano a fare visita ad altre, che discutevano e urlavano. Qualcuno infilava le mani attraverso il finestrino del taxi e rubava. C’era chi defecava e urinava per strada. La gente si aggrappava agli autobus, pascolava gli animali. Gente, gente, tanta gante. Spostandoci lentamente attraverso la calca, la polvere, il rumore, i fuochi accesi per cucinare o per riscaldarsi la scena assumeva un aspetto infernale. Saremmo mai arrivare al nostro hotel...? Da quella notte ho conosciuto la sensazione della sovrappopolazione”.

Ehrlich ha provato a promuovere “la coercizione per una buona causa”, specie nel caso delle sterilizzazioni e del controllo della popolazione. Per lui, il mondo non può sostenere brulicanti orde di persone (non bianche), anche se molte delle sue affermazioni sono state sfatate da altri studiosi. La Santa Sede ha coraggiosamente e persistentemente sfidato tali affermazioni pretestuose in sedi internazionali come le Nazioni Unite, cosa di cui sono testimone perché ho lavorato per il Vaticano a New York e a Roma. Queste sfide sono ormai considerate passé?

Non c’è bisogno di chiederglielo, ma sono sicuro che il cancelliere delle Pontificie Accademie difenda la partecipazione di Ehrlich con il pretesto di uno spirito di ricerca e di dibattito aperto. Ma questo comportamento sembra essere aperto alla sinistra e anche ai nemici della dottrina cattolica. Ecco come Ehrlich ha definito i vescovi cattolici “un vero male, le forze regressive del pianeta, a mio parere, interessati soprattutto a mantenere il loro potere”.

Purtroppo, gli economisti e gli scienziati pro-mercato e pro-vita rappresentano una minoranza alle riunioni delle Pontificie Accademie. E quei pochi che sono invitati spesso sembrano riluttanti ad esprimere le proprie opinioni impopolari. Il tanto decantato sostegno del “dialogo” va in una sola direzione, cioè verso un mondo più socialista. Qualcuno pensa davvero che la Pontificia Accademia avrebbe invitato economisti come l’ormai defunto Julian Simon, che come è noto ha vinto una scommessa contro Ehrlich a proposito delle sue pretese apocalittiche? Nella sua opera del 1996 The Ultimate Resource 2, Simon sosteneva:

“L’aggiunta di altre persone provoca problemi, ma le persone sono anche i mezzi per risolvere questi problemi. Il principale combustibile per accelerare il nostro progresso sono le nostre conoscenze, e il freno è la nostra mancanza d’immaginazione. La massima risorsa sta nelle persone – abili, vitali, persone che sperano e usano la loro volontà e immaginazione a proprio vantaggio e, inevitabilmente, arrecheranno benefici non solo a se stessi ma anche a noi altri”.

Simon era un ebreo laico che ha capito la verità dell’antropologia della Chiesa; l’ha capita perché era un buon economista ed era attento alla realtà. Probabilmente questo sarebbe sufficiente per escluderlo dalle Pontificie Accademie.

Nonostante la sua allergia all’economia, Papà Francesco ha cercato di riformare e rafforzare le procedure antiquate del Vaticano. Mi congatulo con lui per quello che riesce a fare. Possiamo solo sperare che ci sia in cantiere qualcosa d’importante nelle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali, le quali accolgono spesso le idee e le politiche che hanno danneggiato coloro che la Chiesa ha sempre cercato di proteggere.

NOTE: L’articolo originale, Bad economics — and worse — are now welcome at Pope Francis’s academy è stato pubblicato su The American Spectator il 18 gennaio 2017. La traduzione italiana è dell’Istituto Acton.
Le citazioni in italiano dai libri The Popluation Bomb (Paul Ehrlich) e The Ultimate Resource 2 (Julio Simon) sono dell’Istituto Acton, non si tratta di traduzioni ufficiali.